Deepfake: guida completa su cosa sono, come funzionano, rischi e usi legittimi dell’AI


Kopjra - Deepfake

In breve

I deepfake sono contenuti audiovisivi creati con l’AI per imitare in modo realistico volti, voci ed espressioni umane. Possono essere usati in modo legittimo (ad esempio nel cinema o nel settore dell’educazione) ma anche illecito per disinformazione, frodi e danni reputazionali. Per ridurre i rischi è importante capire come funzionano e saperli riconoscere.


Intro

Il confine tra realtà e finzione è sempre più sottile. I deepfake oggi consentono di creare video, audio o immagini estremamente realistici, capaci di imitare persone reali fino al punto di rendere sempre più difficile distinguere ciò che è autentico da ciò che è manipolato. Questa tecnologia sta trasformando la comunicazione, l’informazione e persino la sicurezza digitale. Diventa quindi fondamentale per cittadini e istituzioni comprenderne il funzionamento e i rischi.

Cos’è un deepfake?

Il termine nasce dall’unione di deep learning e fake e indica un contenuto audiovisivo creato o alterato artificialmente attraverso sistemi di intelligenza artificiale.

La loro efficacia non deriva solo dalla qualità tecnica, ma anche dalla capacità di sfruttare la fiducia che attribuiamo a volti e voci conosciuti: un volto noto che parla o agisce in un certo modo viene automaticamente percepito come autentico, anche quando non lo è.

L’immagine di Papa Francesco generata dall’AI Midjourney e diventata virale (fonte: La Repubblica)

Come funziona la tecnologia deepfake?

Alla base dei deepfake ci sono reti neurali avanzate e addestrate su grandi quantità di dati, come fotografie, video e registrazioni audio. In molti casi si utilizzano le Generative Adversarial Networks (GAN), un’architettura in cui due reti neurali sono in competizione l’una con l’altra: una genera contenuti falsi e l’altra cerca di riconoscerli, migliorando progressivamente il realismo.
Il risultato sono video e audio che replicano espressioni, movimenti facciali e inflessioni vocali in modo quasi indistinguibile dall’originale.

Perché i deepfake preoccupano?

Il problema dei deepfake non è solo tecnologico, ma sociale, economico e legale.

I deepfake vengono utilizzati per diffondere disinformazione politica, creare fake news altamente credibili e manipolare l’opinione pubblica. Possono causare gravi danni reputazionali quando il volto o la voce di una persona vengono associati a comportamenti o dichiarazioni mai avvenute. In ambito aziendale, i deepfake vocali sono già stati usati per orchestrare frodi finanziarie, simulando ordini impartiti da dirigenti o CEO.

Un capitolo particolarmente critico riguarda la pornografia non consensuale. È uno dei primi ambiti in cui i deepfake si sono diffusi e, ancora oggi, colpisce soprattutto le donne, con conseguenze devastanti sulla sfera personale e professionale.

Esempi concreti

Diversi casi noti hanno mostrato il potenziale e i rischi dei deepfake.

  • Già nel 2018, un video di Barack Obama creato da BuzzFeed e Jordan Peele dimostrava quanto fosse facile manipolare l’immagine di una figura pubblica;
  • Più recentemente, l’account TikTok @deeptomcruise ha diffuso un deepfake iperrealistico di Tom Cruise in scene quotidiane, dimostrando il potenziale virale di questa tecnologia;
L’account TikTok @deeptomcruise (fonte: Artribune)
  • Nel 2022, durante il conflitto in Ucraina, un deepfake di Volodymyr Zelensky diffuso tramite canali hackerati mostrava il presidente mentre invitava le truppe alla resa.
  • Nel nostro paese, la celebre food blogger Benedetta Rossi è stata vittima di deepfake, che venivano sfruttati per promuovere realtà e prodotti in linea con il suo settore di riferimento (cliniche nutrizionali, integratori, presunte diete dimagranti).
deepfake
Deepfake di Benedetta Rossi rilevato e rimosso con Web Intelligence

Esistono usi legittimi?

La tecnologia deepfake non è di per sé illecita. La legalità dipende dal consenso delle persone coinvolte e dal rispetto dei diritti di immagine.

  • In ambito cinematografico e di doppiaggio, i deepfake vengono utilizzati per ringiovanire attori o ricreare personaggi, come nel caso di Luke Skywalker in The Mandalorian. In questi casi l’uso è lecito perché regolato da contratti e diritti di immagine.
Luke Skywalker in The Mandalorian (fonte: IndieWire)
  • Anche nella didattica e nella cultura esistono esempi di applicazioni legittime, come i musei interattivi in cui personaggi storici “parlano” ai visitatori;
  • In ambito medico, la tecnologia viene sperimentata per supportare pazienti affetti da Alzheimer, sempre nel rispetto del consenso informato.

Come riconoscere un deepfake

Riconoscere un deepfake non è sempre semplice, ma alcuni dettagli possono aiutare. Nel video, movimenti innaturali degli occhi, contorni del volto instabili o una sincronizzazione imperfetta tra labbra e voce possono destare sospetti. Nell’audio, un’intonazione piatta o un ritmo innaturale possono indicare una manipolazione.

Esistono inoltre strumenti digitali di supporto, come Deepware Scanner o Microsoft Video Authenticator, utili soprattutto in contesti professionali e investigativi.

Perché conoscerli è fondamentale

La diffusione dei deepfake rende sempre più fragile il concetto di prova visiva e sonora. Per aziende, personaggi pubblici e privati cittadini, questo significa essere esposti a rischi nuovi e spesso difficili da gestire.

La conoscenza della tecnologia è il primo livello di difesa. Il secondo è il monitoraggio attivo dei canali digitali. Servizi di Web Intelligence, Online Brand Reputation e Online Brand Protection possono aiutare a intercettare e gestire rapidamente i contenuti falsificati, riducendo i danni.


Takeaways

I deepfake rappresentano una delle sfide più complesse dell’era digitale. Non sono solo una curiosità tecnologica, ma strumenti potenti che possono essere usati sia per innovare che per danneggiare. Comprendere come funzionano, riconoscerli e distinguere tra uso legittimo e illecito è fondamentale per proteggere informazioni, reputazioni e cittadini. La consapevolezza digitale resta la prima linea di difesa contro manipolazioni e abusi.

Se sospetti di essere vittima di un deepfake o vuoi proteggere la tua identità digitale, scrivici o visita il sito di Web Intelligence per scoprire come possiamo aiutarti.


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